cari tutti, ciao!
anche noi siamo tornati. Sono state vacanze lunghe, e stancanti. In più in estate pare che ci sia più tempo anche per dirsi cose che non si ha il tempo di dirsi, e capita che siano spiacevoli, anche estremamente. E’ successo a noi, quest’estate. La principale catartica discussione riguardava l’onnipresente problema della ripartizione/ condivisione dei ruoli nell’ambito della vita familiare. Più che una discussione, è stato il mio personale e non-mediato sfogo. Ho sempre avuto l’impressione che il mio “comunicare” il disagio era più simile ad una continua e ripetitiva lagna del “possibile che debba fare tutto io?”. Seguìta in genere da una specie di silenzio. Assenso? bah. Più sfottimento che altro. Questa volta è stata diversa. La nostra estate è stata segnata, oltre che da stanchezza, nottate e piccoli malanni di stagione, anche dall’evento, cuore delle discussioni tra amici, della separazione di una coppia che noi consideravamo una abbastanza “ideale”. Carini e affiatati. Tre figli. Salvo poi a scoprire, dopo 15 anni di matrimonio, che forse lei era stata troppo carina. Forse si era tenuta troppo tutto dentro. Forse si è disamorata a forza di sopportare piccole e grandi cose dal marito. Disamorata pian piano di lui. E poi rinnamorata di un altro. Per il quale alla fine ha mollato tutto. E forse è stato questo che ha spinto non tanto il mio cuore a aprirsi a mio marito, cosa che pure invece avevo fatto spesso ma ripeto con modesto risultato comunicativo, a mio parere. Più che altro ha spinto il mio stomaco a buttare fuori cose certo brutte a dirsi così, senza filtro alcuno. Eppure vere. Stavano lì, e sentivo che mi stavano rodendo. E consumando l’amore sui cui stavamo costruendo la nostra famiglia. Le ho vomitate, le cose che pensavo, così com’erano, e ovviamente acuite dalla occasionale incazzatura del momento. Il nodo centrale è stato credo quando io ho detto: io sono stata me stessa sempre con te prima di sposarci, tu forse no, mi hai fatto capire che avremmo condiviso e ripartito i ruoli, non che io avrei fatto la wonder woman. Non sei stato onesto. Io, se sapevo che era così, manco ti sposavo. E ringrazia che hai due figli e che non posso prendere subito misure conseguenti. E La bomba è scoppiata davvero. Anche lui mi ha detto cose che non aveva mai detto, ed erano così tenere perchè forse dettate dalla disperazione di vedermi così determinata e ad un punto così estremo; venivano dallo stomaco, anche quelle.
Oggi, di ritorno da vacanze un po’ estenuanti da vari punti di vista, siamo insieme, e io mi sento felice.
Lui ha tenuto fede all’impegno che ha deciso di assumersi quella sera, cioé scegliersi un compito da ritagliarsi nei confronti della famiglia e del rapporto con i figli; e stamattina ha preparato e accompagnato entrambi i bambini a scuola, mentre io dovevo andare presto al lavoro. Certamente, ieri sera gli ho dovuto preparare io le tenute dei bimbi, le borse e la pappa. E, certo, ora al mio rientro la casa è un caos, letti sfatti e roba sporca un po’ sparsa. Ma io sono davvero felice perché quello che ha fatto l’ha fatto con impegno, non si è lamentato e naturalmente ci è riuscito benissimo.
Perciò, amore mio….. non è vera quella cosa che mi hai detto quella sera… lo sai cosa!
ti amo
e sono contenta di averti sposato
PS: pensi di essertela cavata con il primo giorno? ormai ho visto che lo sai fare!!