Oggi a Napoli nella Chiesa di Piedigrotta per la “Giornata della Vita e della Famiglia 2009″, ci siamo dati appuntamento con molte altre giovani famiglie che abbiamo conosciuto sia al corso di preparazione al matrimonio sia perché li abbiamo aiutati a realizzare i “libretti di nozze solidali”. Non tutti hanno risposto all’appello, ma alcuni sì e ne siamo stati piacevolmente sorpresi. Come giovani coppie abbiamo partecipato all’animazione della messa: una coppia ha letto le letture e il salmo, un’altra le preghiere dei fedeli (bellissime!!! le nostre!!!
), un’altra ha portato le offerte all’altare (ma voleva “scappottarsi” la questua…. eheh !!!) , altre infine sono rimaste a posto con i loro prominenti pancioni (auguri!!).
C’erano anche i nostri piccoli mostriciattoli, uno per fortuna dormiva nel passeggino, l’altra per fortuna è una stellina ed è rimasta buona buona a colorare.
Durante la messa, pensavo che è un peccato che da sei mesi non abbiamo avuto più la forza di organizzare gli incontri per giovani sposi e pensavo che ci si potrebbe riprovate.
La riflessione è nata quando ci ha contattato una giornalista di Raisat (WOW!! saremmo diventati star internazionali se avessimo accettato il suo invito televisivo????), che mi ha “costretto” a ripensare al percorso fatto da questo gruppo e ai motivi che lo hanno (momentaneamente) interrotto.
I motivi secondo me (ma sono ovviamente aperta alle ipotesi degli altri) sono stati due.
Da una parte forse non tutti i partecipanti avevano chiaro che gli incontri nascevano dalla collaborazione e dalle proposte di tutti (oddio, riuscirò a scrivere questa cosa senza che ci sia vena polemica che non vorrei ci fosse? speriamo!). Cioè non si deve delegare ad una coppia l’onore e l’onere di guidare, organizzare e progettare gli incontri. Visto tra l’altro nessuna della coppie aveva decenni di esperienza matrimoniale alle spalle (e sennò non sarebbe stata una “giovane coppia”!!!). Ma decidere di partecipare agli incontri significa accettare di pensarli insieme. E scegliere un argomento piuttosto che un altro e capire su cosa e come ci si vuole incontrare, visto che si era scelto di mettere al centro il tema della “comunicazione nella coppia” (la cui mancanza è una delle principali cause delle -a volte irreversibili- crisi coniugali, a quanto ci raccontano i cosiddetti “matrimonialisti”) piuttosto che la riflessione sulle sacre scritture.
D’altra parte, un motivo contingente. L’arrivo dei pupi. Non era praticabile (e lo abbiamo vissuto in prima persona) che i bambini fossero portati agli incontri. Già c’è poco tempo (1 incontro al mese) e non si poteva fare il patto con la sorte che mandasse il sonno ai pargoli proprio in quel momento.
Alla fine dell’anno scorso, verso aprile (mi pare), ci siamo dati delle possibili soluzioni a questi “intoppi”. I mariti presenti, anche se poi non l’hanno scritto su questo blog (dov’è la faccina che picchia col martello???), notarono che uno dei nostri momenti al contrario più “aggregativi” e di compartecipazione è stato il momento in cui preparavamo le nostre proposte di gruppo per l’animazione della Giornata della Vita. Momento in cui ognuno ha riflettuto al progetto comune. “l’animazione della Gironata della Vita è un buon progetto per gli incontri e si poteva riproporre anche per altri anni, ma non ci avrebbe certo occupati per tutto l’anno. Ci serviva quindi un “progetto”. Un marito ha “prodotto” un’idea di progetto che ha suscitato la massima approvazione comunitaria (e capirai direte voi, eravate solo in 4!! bé ma a chiunque lo raccontiamo piace!!): i giovani sposi parteciperanno ad uno degli incontri del corso prematrimoniale, e in quell’incontro ogni giovane coppia si riunirà ciascuna con 2-3 coppie di futuri sposi con l’intento di sviluppare la comunicazione all’interno di essa. Spesso infatti gli incontri prematrimoniali sono molto affollati e non si ha il tempo di intervenire tutti, né tantomeno di parlarsi all’interno della coppia stessa. Il “progetto” del gruppo giovani coppie è proprio questo: preparare il giorno di questo incontro con i fidanzati, tentando quindi di enucleare tra noi, durante gli incontri del gruppo giovani sposi, proprio questi argomenti di comunicazione da sottoporre ai fidanzati, partendo quindi dalle esperienze del proprio giovane matrimonio e dai primi inevitabili “intoppi”. Un’idea nata anche da un sondaggio pubblicato, su quante domande i fidanzati NON si rivolgono prima di sposarsi e quanto non chiariscono di cosa si aspettano dal proprio matrimonio.
Perché non abbiamo cominciato? per i motivi contingenti di cui al secondo punto, e cioè: i pupi.
Io e Francesco abbiamo avuto Andrea a settembre 2007 e non è stato come quando è nata la primogenita. La nostra vita è stata interamente assorbita perché è proprio vero, vi assicuro, che con i figli 1+1 non fa 2, ma 3 o 4. E poi andrea a 16 mesi ancora non dorme la notte. Ma questo è un altro discorso. Quindi ci volevano altri che prendessero in mano il lato organizzativo e rilanciassero l’idea presso altre coppie.
Riguardo l’aspetto bimbi vs. incontro giovani coppie, pensiamo che la soluzione sia fissare alla domenica primo pomeriggio tali incontri. Quali nonni, zie vere o acquisite, non sono disposti una volta al mese a tenersi i pargoletti??
Per ora lanciamo l’appello almeno dal blog.
GIOVANI COPPIE, CI SIETE?
Che ne pensate? Non c’è davvero bisogno di un momento in cui le giovani coppie si incontri, con le altre, ma anche e sopratutto con “se stesse”?
Volete partecipare e ci aiutate ad organizzare gli incontri?
A presto, la famiglia mi reclama.
Laura