La crisi da sonno, o: il secondo figlio
Pubblicato da sposinapoli su febbraio 15, 2009
La scorsa estate, la quinta del mio matrimonio, ero certa, e l’avevo comunicato a 2-3 persone intorno a me, incluso il diretto interessato, che il mio matrimonio aveva una scadenza molto vicina.
La primogenita aveva 3 anni e tre quarti e il secondogenito insonne tre quarti di anno.
Dalla nascita del secondo mi ero sempre un po’ lamentata del fatto che troppo ricadesse sulle mie spalle. Nonostante l’aiuto prezzolato, c’è una quantità -incredibile per chi non l’ha provato- di stanchezza fisica e psicologica, la quale era tutta a mio carico. Lo sapevo dalla prima figlia, ma quest’ultima aveva cominciato a dormire la notte a partire dai 2 mesi. Il mio fisico si era più o meno ripreso dalle nottate. Quel 95% sulle mie spalle (o meglio palpebre), a cominciare dall’inevitabile allattamento, anche notturno, mi aveva logorato. Dopo 9 mesi insonni, in cui avevo anche ricominciato a lavorare da due mesi pur di sfuggire alla casa-prigione, ero allo stremo. Ma la prospettiva della “vacanza” dei bambini dalla scuola, la permanenza con loro da sola in una casa vicina al mare, per quanto senza l’aiuto prezzolato, mi aveva allettato. Forse qualcosa che veniva da un modello mass media tipo Mulino Bianco. Un’estate dal mese di giugno al mese di agosto. Lunga quanto un incubo. Il piccolo che inizia a gattonare e a fare la pappa, la grande e il piccolo a cui cucinare differenti cibi, la casa da sistemare e pulire più o meno, i bambini da asciugare e lavare dopo il mare. Il piccolo come sempre nottambulo e per di più malaticcio. Troppo per un solo essere umano, per di più non giovanissima, ma ultretrentenne. E il marito che non si può disturbare la notte perché lui, la mattina, lavora.
A fine agosto ricordo il peggior litigio tra di noi. Il nucleo era che lui poteva ringraziare il cielo di avere due figli piccoli, il che dilazionava semplicemente il momento in cui l’avrei sbattuto fuori casa.
Oggi non lo so se è perchè quella volta lì l’ho visto piangere disperato, o perchè non allatto più e senti di avere più energie, o perchè le sveglie notturne si sono dilazionate. E molte se le fa lui (io di giorno lavoro!!). O forse è solo perchè ho ridimensionato le mie attese. Eppure ho iniziato un lavoro in parte nuovo, ed è iniziata la scuola dei bimbi. Ma è da quella volta (bè, quasi!) che non litighiamo più.
L.